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BIRMANIA MYANMAR

La BirmaniaMyanmar è uno Stato dell’Asia sudorientale.

Occupa parte della costa occidentale della penisola indocinese, è affacciata sul golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina da ovest a est con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia.

Il 6 novembre 2005 la capitale è stata spostata da Yangon a Pyinmana, che il 27 marzo 2006 è stata ufficialmente rinominata Naypyidaw, cioè “sede dei re”.

E’ lo Stato più grande dell’Indocina.

È grande il doppio dell’Italia, poco più grande dell’Afghanistan e poco meno dello Zambia.

È attraversata dal tropico del Cancro.

Il territorio può essere diviso in cinque parti dal punto di vista fisico: le montagne del nord, quelle dell’ovest, l’altopiano dell’est, il bacino centrale e la zona costiera.

Il clima dipende dal regime monsonico sulla costa, con temperature abbastanza alte e piogge abbondanti durante la stagione estiva.

Durante la stagione invernale i venti portano temperature fredde e secche, mentre d’estate portano il caldo e l’umidità.

Raramente, la Birmania è attraversata dai cicloni tropicali; nel 2008, il ciclone tropicale Nargis provocò più di 80 000 morti.

Nelle pianure centrali e sull’altopiano il clima è di tipo continentale, con scarse precipitazioni.

La popolazione birmana è molto composita e l’integrazione dei vari gruppi etnici è di difficile attuazione.

I bamar, detti anche birmani, costituiscono il 69% della popolazione; abbastanza consistente è anche l’immigrazione di commercianti cinesi, pakistani, thailandesi e indiani.

Le 135 “etnie della nazione” sono raggruppate principalmente in base a dove sono stanziate piuttosto che per le differenze etnico/linguistiche.

Grazie all’impegno per l’istruzione l’analfabetismo è stato ridotto.

La Birmania è uno Stato multilingue e multietnico, non vi sono tuttavia statistiche certe e aggiornate sulla popolazione e sulla sua composizione.

L’ultimo censimento complessivo, ancorché controverso, risale al 1931.

Ufficialmente lo Stato riconosce otto gruppi etnici principali a loro volta suddivisi in 135 gruppi etnici indigeni.

La Birmania è un Paese multi-religioso.

Quella theravāda è la tradizione buddhista più diffusa.

Secondo il governo militare, è praticata dall’89% della popolazione.

Le popolazioni cristiane e musulmane sono di fronte a una persecuzione religiosa.

Il governo militare ha revocato la cittadinanza dei musulmani rohingya nel Rakhine settentrionale e ha attaccato le minoranze etniche cristiane.

In Birmania coesistono quattro dei maggiori ceppi linguistici: sinotibetano, austronesiano, tai-kadai e indoeuropeo.

Le lingue sinotibetane sono le più parlate.

La suddivisione amministrativa di primo livello della Birmania è composta da:

  • Sette regioni le cui popolazioni sono composte prevalentemente da membri dell’etnia birmana
  • Sette stati le cui popolazioni sono composte prevalentemente da minoranze etniche
  • Un territorio dell’Unione, dove si trova la capitale Naypyidaw
  • Cinque zone auto-amministrate
  • Una divisione auto-amministrata

Il Myanmar è membro delle Nazioni Unite, dell’Organizzazione mondiale del commercio e del Fondo Monetario Internazionale.

Il Myanmar è inoltre membro dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN).

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a causa del severo e illiberale modo di governare del regime militare instaurato nel 1988.

L’Unione europea ha tagliato i commerci con lo Stato e ha tolto qualsiasi aiuto economico, tranne quello umanitario.

L’ASEAN non difenderà la Birmania in nessuna conferenza internazionale conseguente un rifiuto del regime militare di restaurare la democrazia.

La sua moneta ufficiale è il Kyat.

La Birmania è una delle nazioni più povere al mondo, perché nella storia recente ci sono stati ristagno economico, cattiva gestione e isolamento.

Dal 2011 però il paese si è aperto al libero mercato, e ha fatto registrare alti tassi di crescita economica intorno all’8% annuo; la crescita economica si è aperta a ventaglio in tutti i settori (turismo, esportazioni di gas naturale, telecomunicazioni, idrocarburi, settore immobiliare, alberghiero, manifatturiero e tessile); secondo stime l’economia birmana potrebbe quadruplicare entro il 2030 soprattutto grazie al settore dell’industria ad alta tecnologia.

Il riso è il prodotto agricolo più coltivato e dunque la Birmania è tra i maggiori produttori mondiali.

È in crescita il turismo, attirato da un patrimonio artistico di prim’ordine costituito da templi, monasteri e monumenti funerari.

Nonostante ciò, meno di 750 000 turisti entravano annualmente nel paese, fino al 2011.

Prima della liberalizzazione della vita politica, Aung San Suu Kyi aveva richiesto ai turisti internazionali di non visitare la Birmania, dove una grande parte delle infrastrutture e delle agenzie turistiche utilizzate dai circuiti internazionali era controllata da imprese di Stato in mano ai militari.

La giunta militare utilizzò anche i lavori forzati per risistemare le destinazioni turistiche e per questo ci furono pesanti critiche da parte delle associazioni in difesa dei diritti umani.

Il turismo è stato promosso da una minoranza di gruppi di pressione al fine di procurare benefici ai cittadini birmani, e per evitare l’isolamento del paese dal resto del mondo.

Le città principali sono:

  • Naypyidaw, la nuova capitale.
  • Yangon o Rangoon, l’ex capitale, la città più popolosa.
  • Mandalay, città storica.
  • Bagan, precedentemente Pagan, sito archeologico molto importante.
  • Pegu, oppure Bago è una città importante per le sue industrie.
  • Moulmein, terza città, capoluogo dello Stato Mon nota per la cucina.
  • Sagaing, importante centro religioso.
  • Tavoy, o Dawei capoluogo del Tenasserim.
  • Pathein, precedentemente Bassein, pittoresco porto sul delta dell’Irrawaddy.
  • Taunggyi, capitale degli Shan.

 

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